Imprese italiane e mercato USA – “Le nuove regole del gioco”

21/11/2025

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Euren InterSearch ha avviato un’iniziativa dedicata alle aziende italiane interessate a sviluppare la propria presenza negli Stati Uniti. A guidare il progetto è Paolo Gagliardo, manager internazionale con esperienza tra Italia e USA, pronto a trasformare le sfide del mercato americano in opportunità concrete.

L’articolo che segue è un approfondimento del tema, scritto direttamente da Paolo Gagliardo.

La nuova architettura industriale

Il parametro attuale del “successo d’impresa” negli Stati Uniti non è più la slide degli utili trimestrali ma la decisione stessa di investire negli USA.

La logica è semplice: ogni componente prodotto in America vale più di mille parole su un ESG report e chi crea lavoro a livello locale ancor più che statale, è partner politico ed economico.

Chi esporta e basta viene considerato strategicamente utile ma non necessario: diventa una statistica doganale, e nel peggiore dei casi un approfittatore.

Per Washington, ogni importazione non bilanciata da un ritorno produttivo interno non è solo un dato economico, ma una perdita di sovranità industriale.

Da qui la svolta: chi produce e investe sul territorio è partner; chi vende soltanto, pesa sulla bilancia.

Un’azienda italiana che voglia oggi competere all’interno della filiera industriale americana rischia seriamente di restare fuori dalle partite del futuro se non è pronta a rivedere i propri piani di lungo periodo, integrando capacità produttiva, service e supply base locali.

Si tratta di una vera e propria nuova architettura industriale che impone ai fornitori stranieri – europei in primis – di ripensare progettazione, supply chain e contratti.

È un cambio di priorità: non conta quanto esporti, ma dove crei lavoro. Ed è su questa metrica che si misura la competitività industriale di chi vuole entrare – o restare competitivo – nel mercato USA.

Il principio è semplice e pragmatico: produrre dove si vende e creare valore dove si compete. E le grandi imprese internazionali lo hanno compreso. La spinta della Casa Bianca a “Build in America, with allies” – formalizzata con l’Executive Order del 2 aprile 2025 e sostenuta dai nuovi Tax Credit federali – sta accelerando una stagione di investimenti senza precedenti nel settore manifatturiero statunitense.