Il lavoro c’è, i profili giusti no: una panoramica sul mismatch
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Quando si parla di mismatch tra domanda e offerta di lavoro, di solito si pensa a un problema di numeri. I dati del rapporto Excelsior, realizzato da Unioncamere per il Ministero del Lavoro, raccontano invece una storia più sfumata. Per il secondo semestre del 2025 le imprese italiane hanno programmato 2,8 milioni di entrate, il 2% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. A trainare la crescita sono i servizi, che pesano per il 70% del totale: turismo, alloggio, ristorazione e commercio contano da soli circa un milione di contratti, in aumento rispettivamente del 12,5% e del 6,9%. Il punto è che si tratta, in genere, di settori con minore specializzazione e salari più bassi.
Dove la domanda rallenta
Mentre i servizi corrono, i comparti a più alto contenuto di innovazione frenano. ICT e servizi avanzati alle imprese prevedono 206mila entrate complessive, con un calo annuo del 13% per l’ICT e dell’8% per i servizi avanzati. Anche l’industria riduce le assunzioni, e le metalmeccaniche ed elettroniche perdono da sole 25mila contratti. Guardando ai profili, scendono le richieste di dirigenti (meno 16,7%) e di professioni tecniche e impiegatizie, mentre crescono le professioni qualificate nei servizi e nel commercio. Le aree metropolitane e il Nord Est sono le più dinamiche. Nel resto del Paese la crescita si vede soprattutto dove il turismo è forte, un segnale di possibile concentrazione dell’economia attorno alle grandi città, a scapito delle aree interne.
Cercare personale è questione di mesi
Trovare le persone giuste resta il vero collo di bottiglia. Nelle costruzioni più di 6 lavoratori su 10 vengono contrattualizzati dopo una ricerca lunga. Le difficoltà di reperimento toccano il 49,5% in informatica e telecomunicazioni, il 47,6% in trasporti e logistica, il 46,7% nei servizi turistici. Il fenomeno riguarda imprese di ogni dimensione, con l’eccezione di quelle da 500 dipendenti in su, dove le difficoltà interessano circa tre assunzioni su dieci. Per i profili più difficili da trovare servono oltre quattro mesi, con punte tra 5,7 e 6 mesi nel tessile, nel legno e mobile e nelle costruzioni.
Salari e produttività, il nodo che resta aperto
C’è poi la questione del valore. I settori che assumono di più sono spesso quelli in cui la retribuzione resta lontana dal valore prodotto. Nel turismo e nella ristorazione il valore aggiunto per addetto è di 41mila euro l’anno, a fronte di una retribuzione lorda di 20.500 euro. Nella sanità e nell’assistenza sociale si passa da 44mila a 24mila euro, nell’istruzione da 56mila a 26mila. Senza interventi su salari e rinnovi contrattuali, il rischio indicato dall’analisi è che a più occupazione non corrispondano più produttività, più Pil e più reddito.
Il grande ricambio della Pubblica Amministrazione
Tra il 2025 e il 2029 il fabbisogno di personale del settore pubblico è stimato in 799mila unità. Il 96% serve a sostituire chi andrà in pensione, cioè 768mila persone nel quinquennio, circa 154mila l’anno: è l’effetto dell’uscita della generazione dei baby boomer. L’espansione vera e propria è molto più limitata, con il 73% dei nuovi posti atteso nel sanitario, poco più di 22mila unità, e una lieve contrazione per l’istruzione. A pesare sono soprattutto le figure qualificate e ad alta specializzazione, il 38,7% del fabbisogno, mentre digitalizzazione e intelligenza artificiale accompagnano la modernizzazione dei servizi.
Cosa significa per le imprese
Guardando ai livelli di istruzione, oltre il 46% delle richieste riguarderà persone con formazione tecnica secondaria, seguite da laureati e diplomati ITS (circa 37%), mentre la domanda di bassa scolarizzazione scende al 12 o 13%. Per le aziende significa che il tempo di ricerca non si accorcerà da solo. È qui che il lavoro di una realtà come Euren incontra naturalmente il tema. Quando un profilo tecnico o manageriale richiede mesi per essere trovato, i canali tradizionali spesso non bastano: servono una mappatura del mercato, la capacità di raggiungere anche chi non si candida e un assessment che aiuti a capire se la persona giusta sulla carta lo è anche per quell’azienda e per la fase che sta attraversando. Sono le attività che il team di Euren porta avanti ogni giorno tra executive search e talent acquisition, accanto a imprese di dimensioni e settori molto diversi.